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Lamette.it
"Sono passati pochi secondi da quando il cd è stato lanciato… Sì è lui… non posso sbagliarmi: è l’ hardcore nella sua forma migliore. Vero, puro, sano, rapido, di denuncia sociale, agonistico, dirompente, indomabile… Prodotto con cura magistrale, Innocent dei Rip Roaring è come un veleno da somministrare a chi non meriterebbe mai una morte indolore…
Tempi tiratissimi e influenze tra IOS e NYHC per un complessivo di undici tracce, con liriche prevalentemente in inglese, eccezion fatta per un paio di tunes, intitolate rispettivamente "Una vita per lo sk8" (erano anni che non sentivo più un pezzo sugli skaters scritto da un gruppo hc italiano: High Circle docet!) e "Sono solo pregiudizi", dedicato a "chi non sa farsi i cazzi suoi e con il sorriso in faccia ci giudica". Cooproduzione ancora una volta multipla, tanto che ve li citiamo tutti: In Delirium Records, Rolling Anarchy Records, Criptarecords, Music Trick, Produzioni Sante, Fortemente Indiziati, Dada Dischi, Anfibio Records, Aside Distro & Destruction.
Non serve aggiungere altro, bastano i fatti.
Meritevoli di sinceri complimenti e auguri per il futuro.
Porgo loro i miei più cordiali saluti con la speranza di poterli vedere al più presto dal vivo… HATE OR ROT!!!"
Rockambula.com
"Hard core distruttivo, brani da un minuto e mezzo che spaccano il culo. Grandi, i Rip Roaring..."
Afizine.net
"Ci sono due aggettivi che si sposano con questo cd: veloce e politico. Due parole che racchiudono a fatica la miscela esplosiva di cui sono composte le 11 tracce di "Innocent".
Un album di stampo vecchia scuola, suonato furiosamente e con passione, come si soleva fare una volta, quando ancora il metal era una cosa che la si lasciava suonare ai capelloni tra una partita e l'altra a qualche fottutissimo gioco di ruolo. Le canzoni alternano testi in inglese a liriche in italiano, ma la "poetica" rimane sempre la medesima in entrambe le forme.
Politici in ogni canzone ai Rip Roaring non guasterebbe un pizzico di originalità in più (per quanto sia possibile) nell'esprimere le loro idee perché in questa forma le cose sono già state dette più volte.
In definitiva un ottimo album vecchio stampo come ormai è sempre più raro sentirne, quelli dove prima della musica viene l'attitudine ed il messaggio, il suono è un treno a duecento all'ora che ci deve travolge, il mezzo per divertire ai concerti, per dare la carica e la forza, ma il fine è tutto nel messaggio.
Tupa-tupa rulez!"
Criptarecords.it
"11 brani per il loro secondo album,, brani incazzatissimi (11 pezzi in 13 minuti!!!), old school hardcore e crust anocra una volta a randello ma con parti arpeggiate e incursioni nella nuova scuola. Consigliatissimo!"
Enterò zine
"Primissima co-produzione e.s.t., assieme ad altre 9 etichette indipendentissime. S'inizia subito col botto!! i Rip Roaring della zona vicentina (dio can!) NON suonano nè emo-post-core, nè avant-prop-prot ecc.ecc. e NON suonano neanche un po' "tipo i system of a down". semplicemente spaccano il sederino a tutti quanti, con un torrente sonoro che a me mi ha fatto venire in mente roba che...non mi ricordavo da tempo, tipo infezione, tipo adrenalin od. Pazzia sonora? può darsi. Testi non da semi-deficienti? sicuro! Difficile chiedere di più a un trio, dopo land speed record degli husker du..."
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